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L’esame di Estetista qualificata

(ovvero del secondo anno)

 

L’esame ha inizio abitualmente alle ore 16.00 e si svolge innanzi ad una commissione esterna di cui fa parte anche un rappresentante nominato dalla Scuola in possesso della qualifica TAV (Tecnico Accompagnamento alla Valutazione). L’esame si divide in diverse fasi, un test scritto, prova pratica (come ad esempio massaggio al corpo, trucco, pulizia della pelle, o altro) ed un colloquio.

 

Durante l’esecuzione della prova pratica, scelta da un allievo in rappresentanza della classe attraverso un sorteggio, gli allievi si alterneranno nel ruolo di operatore e cliente effettuando il trattamento estetico sorteggiato. L’allievo dovrà dare prova della propria padronanza dei movimenti disponendo in modo appropriato l’attrezzatura ed assumendo posture corrette ed eseguire correttamente il trattamento. È una fase delicata questa che molti giovani sottovalutano affrettandosi erroneamente, accelerando tempi e manovre dando prova di mancata professionalità.

 

Un suggerimento: ci si immedesimi concretamente e seriamente nel ruolo, annullando la tensione che si potrà vivere e ci si dedichi ad attrezzare il proprio spazio di tutte quelle cose che possano necessitare nell’esecuzione della prova, evitando di andare avanti ed indietro ora con una bacinella, dopo con un asciugamano. La commissione noterà l’armonia e la padronanza dei movimenti oltre che il risultato dell’azione.

 

La commissione può cogliere l’occasione per effettuare anche in questa fase qualche domanda, per comprendere le operazioni e le manovre in corso. In questo caso non bisogna smettere di proseguire la prova pratica.

 

Per quanto attiene il colloquio, questo avviene di norma innanzi alla classe, il candidato sarà fatto accomodare su una sedia prospiciente la cattedra dietro la quale sarà schierata buona parte la commissione.

 

È consigliabile e molto apprezzato giungere a questo solenne momento con una tesina, meglio se scritta a computer dalla quale la commissione avrà così la possibilità di poter approcciare un contatto su un argomento chiaramente noto ed approfondito dal candidato. Una tesina può tradursi però anche in un boomerang se non realizzata in maniera adeguata.

 

Ecco alcuni esempi di errore  nei quali non bisogna incorrere

 

 

 

Ecco alcune delle principali domande con annesse risposte:

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